Una città “amianto free”. Bergamo assolda i droni per la mappatura.

Una città “amianto free”. Bergamo assolda i droni per la mappatura.

Un innovativo procedimento di mappatura, ha permesso di identificare 570 coperture in amianto sul territorio comunale.

Una città “amianto free”. Bergamo assolda i droni per la mappatura.

Alla presenza dell’assessore all’ambiente Leyla Ciagà, e dei rappresentati dell’Agenzia di Tutela della Salute della provincia di Bergamo e di Arpa, sono stati presentati i dati di una mappatura avvenuta, tra luglio e ottobre del 2018.

Nel corso della quale, grazie all’utilizzo dei droni (strumenti tecnologici che permettono riprendere e fotografare volando a bassa quota) è stato possibile, mappare le coperture in amianto presenti sul territorio comunale.

L’amianto è infatti un materiale fuorilegge in Italia dal 1992, e che in Regione Lombardia è normato con obiettivi di salvaguardia e bonifica, in quanto materiale dannoso per la salute.

Il sistema di videoriprese dall’alto e l’alta risoluzione delle immagini scattate dal drone, hanno permesso di stabilire che le coperture in amianto in città sono 570. Questo su un totale di 40,16 kmq mappati. Ovvero, il 22,08% della superficie totale.

Una cifra confortante, con un margine di errore di circa il 3%-5%.  Questo margine, è dato dal fatto che in alcuni casi il cemento-amianto può essere confuso con il fibro-cemento. La città si colloca così, al di sotto delle medie regionali e nazionali.

L’Agenzia di Tutela della Salute della provincia di Bergamo, ha inoltre rilevato che la concentrazione delle fibre di amianto nell’aria è molto al di sotto della soglia. E non rappresenta quindi un pericolo. «Questa mappatura ci permette di stilare una lista di priorità sulle quali intervenire.»

«L’obiettivo è quello di essere una città senza amianto nel giro di pochi anni – queste le parole dell’assessore Leyla Ciagà. Inoltre, il progetto è importante perché ci permette non solo di censire le coperture in amianto, ma anche di creare una banca dati digitalizzata. Che unisce quelli in nostro possesso con quelli di Ats e Arpa».

I prossimi passi.

Cosa succederà ora? La mappatura con il drone, ha permesso di avere un quadro generale della situazione delle coperture.  Ed anche di stilare una serie di criteri per stabilire delle precedenze per intervenire.

Un primo criterio è la grandezza. La maggior parte dei metri quadrati di amianto, si concentra in coperture con superficie superiore a 1.600 mq.

Questo significa che solo 42 coperture sulle 570 totali mappate coprono una superficie pari a 119.266 mq. Una bonifica che partisse da queste, permetterebbe già di ridurre significativamente la percentuale di amianto cittadino.

Un altro parametro da considerare, è quello della prossimità a obiettivi sensibili come scuole, case di cura e ospedali.

Detto che nella mappatura è stato evidenziato come nessuna di questi edifici possieda una copertura in amianto, si agirà in termini di vicinanza.

L’ultimo criterio individuato è lo stato di conservazione: verrà data precedenza alle coperture in stato pessimo o scadente. Incrociando questi parametri il comune intende stabilire un ordine di priorità di bonifica.

Le pratiche ad oggi in essere sono 83. Avviate tramite la segnalazione dei cittadini, mentre a seguito della mappatura, altre 70 sono in fase di avvio.

Inoltre, per incentivare i cittadini a bonificare una copertura in amianto nel corso di una ristrutturazione, esiste un bando con delle agevolazioni pari al 20% sugli oneri di urbanizzazione.