Un Folignate alla corte del “Che”. “Porto la Mia tecnologia verde a Cuba”

Un Folignate alla corte del “Che”. “Porto la Mia tecnologia verde a Cuba”

La Rivoluzione energetica sul tetto di un edifico simbolo del leader rivoluzionario per eccellenza.

 

Impianto installato nella casa di Guevara. Dove vive uno dei figli.

 

La casa di Ernesto Che Guevara all’Avana è stata da poco tempo dotata di un impianto energetico all’avanguardia. Installato dall’azienda folignate “Elle Emme” in concerto con altre realtà nazionali: “Econ Electic”, “Move- on”, “Soluzioni Tecniche” che insieme hanno creato il “ Progetto Cuba verde “.

Che Guevara, visse nell’edificio dal 1962 fino a quando partì per il Congo belga. Con l’intento di esportare in Africa il movimento rivoluzionario che era stato instaurato a Cuba.

 

 

Il direttore commerciale della Elle Emme, David Lisetti racconta la sua esperienza che lo ha visto lavorare gomito a gomito con Camilo Guevara, uno dei cinque figli del leader rivoluzionario.

Camilo, è il responsabile del centro studi dedicato al leader cubano che è stato ricavato nell’abitazione, oggi tutelata dall’Unesco.

David e Camilo hanno passato diverse ore insieme sul tetto del Che per montare i pannelli fotovoltaici.

 

Che lavoro ha svolto nella casa di Che Guevara?

 

“Abbiamo installato un impianto fotovoltaico nel contesto di un progetto composto con varie aziende italiane.

Che si propone di promuovere iniziative di risparmio energetico a Cuba, l’intervento è stato effettuato nel centro di documentazione in cui sono custoditi 441 manoscritti e 567 documenti redatti da Che Guevara.”

 

Che tipo è Camilo Guevara?

 

“E’ una persona che sente sulle spalle tutto il peso e la responsabilità di quel cognome ed è  considerato il custode della memoria del padre. Ha dedicato tutta la propria vita a questo. Mi ha trasmesso l’impressione di un uomo con una forte coscienza sociale ed umanità, possiamo considerarlo il depositario più autentico del pensiero del Che.”

 

Dal Punto di vista imprenditoriale e sociale, che idea si è fatto di Cuba?

 

“E’ un modello con molte contraddizioni.

Per lo più frutto della politica di embargo statunitense, ma con alcuni elementi sociali di grande interesse.

Oltre all’istruzione gratuita e la totale scolarizzazione, Cuba ha un tasso di mortalità inferiore a quello degli Stati uniti e una qualità di vita fra le più alte del Sud America.

Le cure mediche sono gratuite, così come l’istruzione universitaria. Non dimentichiamoci poi  dei 50.000 medici ed infermieri cubani presenti in 67 paesi.

Per noi che siamo abituati esclusivamente al modello capitalista. Si tratta di un’esperienza interessante.

E’ un mondo da conoscere senza pregiudizi né idealizzazioni.

Forse dovremmo trovare una via di mezzo tra il nostro sistema e il loro, insomma penso che servirebbe anche alla nostra Europa una sana dose di autentico socialismo.”

 

Il suo rapporto con Cuba si è concluso?

“Credo di no. Dobbiamo tornare all’ Avana per migliorare il sistema di accumulo energetico dell’impianto fotovoltaico.”

 

Nel frattempo, come procede il lavoro in Italia?

“La nostra società in questo momento continua ad occuparsi di energie rinnovabili.

Anche se ha spostato il focus sullo smaltimento dell’amianto.

La particolarità che ci distingue, è la capacità di acquisire per i nostri clienti finanziamenti pubblici a fondo perduto, che è pari al 65% dell’importo dei lavori.

Questo nostro “know how” sulla gestione del “Bando ISI Inail” ci pone come leader nazionale del settore.”

 

Intervista etsratta da “La Nazione”  cronaca Foligno del 18 gennaio 2019. Articolo di Claudio Lattanzi.