Amianto: Malattia, prevenzione, previdenza. Stato e Parti Sociali insieme per risolvere

Amianto: Malattia, prevenzione, previdenza. Stato e Parti Sociali insieme per risolvere

Amianto: Malattia, prevenzione, previdenza. Stato e Parti Sociali insieme per risolvere.

“Una giornata importante quella appena conclusasi. Che ancora una volta, se mai ce ne fosse stato bisogno, testimonia come lo Sportello Amianto Nazionale, attraverso il suo costante impegno, sia riuscito finalmente ad unire, politica ed enti per i cittadini.

“Le istituzioni nazionali preposte al controllo e alle strategie, come il Ministero della Salute, l’Istituto Superiore di Sanità e l’ INAIL.  La politica e le parti sociali, hanno collaborato unitamente  in stretta sinergia. Affinchè il problema ‘irrisolto’ dell’amianto, trovi concrete risoluzioni da attuare su tutto il territorio italiano.”

” Stato e Parti Sociali oggi hanno segnato sicuramente ‘un punto’ a favore per la  salute e tutela degli italiani”.

A parlare è il Presidente dello Sportello Amianto Nazionale, Fabrizio Protti al termine del convegno: AMIANTO: Malattia, Prevenzione, Previdenza, Stato e Parti Sociali insieme per risolvere”. Svoltosi nella giornata di mercoledì 27 febbraio 2019, presso la Camera dei Deputati.

Questo incontro per noi, come il precedente relativo alle mappature, è parte di un disegno ben preciso. Di costruzione di sistema”.

Una prova del successo del format dello Sportello Amianto Nazionale, continua Perotti, che tende ad unire per risolvere unire per informare unire per dare servizi concreti ai cittadini che nessuno ha mai neppure pensato fossero possibili ed invece noi, anche in mezzo a non poche difficoltà e reticenze, abbiamo reso concreti. Evidenziando quanto sono indispensabili per una comunicazione sistemica efficace ed accogliente. Che determini soddisfazione per il cittadino, e favorisca le strategie del legislatore, tramite la conoscenza dei problemi  dei territori.

“Noi le battaglie le combattiamo per strada con i cittadini, ed evidentemente questa uscita dal mondo ovattato delle stanze del potere, come per molti altri ambiti è la chiave”.

“Da oltre due anni infatti, lo Sportello Amianto Nazionale riesce -in maniera sistemica- ad unire e indirizzare le battaglie per gestire il rischio amianto nella giusta direzione, accogliendo i problemi e le istanze a supporto delle amministrazioni e ovviamente a favore dei cittadini.

La prova di questo cambiamento nel ritmo che fa ben sperare, è data anche dalla composizione della autorevole platea che oggi ha partecipato all’incontro.”

 ” Anche in questo caso siamo riusciti ad unire politici nazionali di tutti gli schieramenti, direttori generali di quasi tutte le ASL regionali, dirigenti nazionali degli enti sia clinici che di previdenza, responsabili della sicurezza di Roma Capitale e delle più grandi città italiane oltre che  sindaci da tutta Italia e ciò non costituisce solo un punto di ascolto ma ad uscire dalla sala sono state intese importanti e protocolli operativi  di collaborazione siglati dallo Sportello Amianto Nazionale”. conclude il presidente Fabrizio Protti. 

“E qualunque quantificazione temporale facciamo, siamo comunque ancora lontani dall’avere una mappatura chiara del fenomeno”.

Particolarmente soddisfatto anche Mario Murgia. Vicepresidente nazionale di AIEA Onlus. ” Associazione Italiana Esposti Amianto”, che dichiara:

“Mi auguro che venga potenziato il Cor del Renam, e venga istituito il registro di tutte le malattie asbesto correlate, non solo per i mesoteliomi. Auspico altresì, che vengano effettuate delle ricerche scientifiche con l’utilizzo dei micro RNA. Soprattutto nell’indagine dell’adenocarcinoma del polmone che è la patologia più frequente tra i lavoratori ex esposti.”

“Spero inoltre, che si imponga alle varie società che sono state causa di disastri ambientali e dell’insorgenza di patologie oncologiche, di bonificare il territorio. E dare un contributo significativo per la sorveglianza sanitaria.”

“Visto e considerato che i potenziali esposti sono 680.000. E di questi, solo 30.000 sono stati avviati a sorveglianza sanitaria.”