L’Emilia-Romagna è stata tra le regioni che hanno operato da oltre un decennio nella lotta contro l’amianto. Questo minerale fibroso, il cui nome scientifico è Asbesto, è stato a lungo utilizzato nella edilizia residenziale e civile, soprattutto nelle scuole, per le sue indubbie proprietà.

Utilizzo dell’asbesto in edilizia

È un isolante termico naturale, per cui veniva impiegato sia come frangente antifiamma e antincendio, sia come isolante in tutti quegli impianti industriali che utilizzavano e producevano forme di calore o di energia. Inoltre è stato impiegato per produrre oggetti, strumenti, manufatti di ogni tipo che sono entrati persino nelle case.

Ampio uso come detto è stato fatto nell’edilizia come componente, tanto nelle case, quanto nelle scuole, per consentire un maggiore isolamento (coibentazione) delle tubature, negli impianti di riscaldamento e nelle canne fumarie. Spesso è stato usato come rinforzante per il cemento, a formare il cosiddetto eternit, usato largamente nelle coperture industriali, nella classica forma ondulata (che si vede ancora oggi nelle campagne).

L’impiego non si è fermato alle case: è stato usato largamente in tutti gli edifici costruiti in serie che fanno un largo uso di prefabbricati, come appunto le scuole e gli ospedali, per tirare su pareti divisorie e in pannelli isolanti.

In Italia il bando dell’amianto è iniziato a partire dai primi studi degli anni Ottanta, ma il boom di costruzioni all’amianto è nel periodo del boom economico fino a metà degli anni ’80, appunto. Dal 1994 c’è il bando totale e negli anni successivi è stata programmata, insieme alla regioni, una serie di interventi che mirano alla mappatura dell’amianto, alla bonifica delle aree dove è stato impiegato e finire allo smaltimento, identificando per legge anche le aziende come Elle Emme Lisetti, che hanno i titoli e i requisiti per agire in tal senso.

Mappatura dell’Amianto in Emilia-Romagna

In Emilia Romagna la mappatura è stata approvata con una delibera di giunta regionale, n. 1302 del 5 luglio 2004. Una mappatura in costante aggiornamento, supportata anche da centri di raccolta previsti per le province di Bologna, Ferrara (Hera e Area), Rimini, Ravenna e Forlì-Cesena.