Lisetti: «Prima capire l’età dell’edificio, poi fare le verifiche»

LA «ELLE EMME» DI FOLIGNO STA ESEGUENDO BONIFICHE NEL GROSSETANO, IL DIRETTORE OFFRE QUALCHE CONSIGLIO UTILE

 

ESPERTO: Consigli utili del direttore commerciale della ElleEmme, David Lisetti

CHI HA realizzato o acquistato un capannone o una casa dopo il 1992 potrebbe avere alcune parti dell’edificio costruite con cemento amianto. Potrebbe, ma non è detto. Quel che è certo è che l’installazione e la vendita di materiali contenenti amianto è stata vietata con la legge 257 del 26 marzo 1992 e tramite il decreto ministeriale del 6 settembre 1994.

«Quindi – afferma David Lisetti, direttore commerciale della Elle Emme, azienda di Foligno che si sta occupando di alcune bonifiche di amianto nel Grossetano – se il manufatto che interessa è stato acquistato dopo questa data è molto probabile che non sia realmente realizzato in amianto. Nel qual caso dovrebbe esserci una certificazione tipo ‘Asbestos free’. Se invece l’acquisto è antecedente al 1992, allora le possibilità che vi sia amianto aumentano sensibilmente. Per averne certenzza la cosa migliore sarebbe effettuare un’analisi di ‘caratterizzazione’ di un frammento del manufatto avvalendosi delle competenze di un laboratorio specializzato.

Nel caso in cui la verifica dia esito positivo il proprietario del materiale contenente amianto sarà tenuto ad adempiere ad alcuni obblighi prescritti dal legislatore. Prima cosa: effettuare, tramite un tecnico abilitato, una valutazione dello stato di conservazione del materiale alla quale farà seguito un attestato in cui sarà riportato il grado di deterioramento e il rischio di contaminazione ambientale. Da qui, a secondo delle criticità riscontrate, sarà necessario programmare il tipo di intervento da effettuare. Per un basso rischio sarà sufficiente ripetere periodicamente il test sullo stato di conservazione, mentre se il manufatto avrà bisogno di interventi di manutenzione allora si dovrà procedere alla calendarizzazione delle opere previa comunicazione agli enti preposti. Se invece è necessario rimuovere completamente il rischio in questo caso si potrà scegliere fra l’incapsulamento del manufatto o la bonifica in discarica. Per evitare di velocizzare il processo di deterioramento è molto importante fare attenzione a non urtare il materiale. Inoltre è buona norma non stendere i vestiti ad asciugare in concomitanza della struttura in oggetto».

Eternit. Soluzione dal Bando Isi Inail

Contributo a fondo perduto per lo smaltimento

 

ansa - Lavoro

L’Inail offre un contributo del 65%, a fondo perduto, per lo smaltimento dell’amianto, utilizzato diffusamente in una grande varietà di campi e prodotti, il più conosciuto dei quali è il cemento-amianto, c.d. “Eternit”.

Le ridotte dimensioni delle fibre di amianto possono generare gravissime patologie a carico dell’apparato respiratorio e tenuto conto che il divieto di impiego in Italia risale al 1992, mentre questo materiale risulta essere in opera da almeno venti anni, entrati nel merito della questione veniamo a conoscenza della circostanza che le bonifiche sono lente: la norma ha previsto che entro 180 giorni dall’entrata in vigore, ogni Regione dovesse predisporre uno specifico piano per il censimento e la rimozione dell’amianto, ma ciò non è avvenuto.

Poiché l’amianto è considerato uno tra i maggiori rischi collegati alle attività d’impresa, anche quest’anno a partire da marzo, spiega l’esperto Ezio Lisetti, le aziende potranno presentare domanda sul portale Inail per ottenere un contributo a fondo perduto pari al 65% dell’investimento.

Sono destinatarie degli incentivi le imprese, anche individuali, iscritte alla Camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura. Se le caratteristiche del progetto sono in linea con quelle richieste dal bando e ove sia stata raggiunta la soglia minima di ammissibilità pari a 120 punti, è possibile avviare la fase successiva di invio telematico dell’istanza attraverso il click day.

Le imprese che partecipano al bando Inail possono, dunque, nella data decisa per il click day, inviare, attraverso lo sportello informatico, la domanda di ammissione al contributo utilizzando il codice identificativo attribuito alla propria pratica. A seguito dell’invio telematico delle istanze di finanziamento, l’Inail, sulla base di un elenco cronologico, ammette perciò i progetti secondo l’ordine di ricevimento. È la fase più importante del percorso di accesso ai contributi. I fondi sono suddivisi in budget regionali, fino ad esaurimento. L’Inail punta a favorire le Piccole e medie imprese, quindi le grandi aziende partono con un punteggio inferiore.

A fronte di una fideiussione assicurativa o bancaria, l’Istituto eroga in anticipo una parte del contributo, pari alla metà (32,5%), al fine di consentire alle Piccole e medie realtà produttive di affrontare i primi costi; il restante 32,5% sarà erogato a rendicontazione, pertanto terminati i lavori, le aziende interessate invieranno il rendiconto delle spese ed in più un rendiconto tecnico all’Inail e, entro 90 giorni, verificata la documentazione, l’Inail erogherà il corrispettivo.  L’esecuzione dei lavori deve avvenire nell’arco di 365 giorni.

Quest’anno vi é in più un’importante novità, che consiste nello stanziamento del 30% dell’importo complessivo per il solo smaltimento Eternit. Si creeranno, quindi, 2 elenchi cronologici: l’uno per tutti i rischi; l’altro esclusivamente per l’Eternit. In tal modo, sarà stanziato più denaro ed aumenteranno, così, considerevolmente le possibilità di accedere al contributo. Sul fronte delle rimozioni, va infine aggiunto che esse potranno essere effettuate unicamente da ditte specializzate iscritte ad un apposito Albo Nazionale dei Gestori del rifiuto (D.M. 5.2.2004).

Amianto, una bomba a orologeria: Eurovinil si affida ad azienda umbra

Ancora in alto mare la mappatura regionale. Una delle più importanti aziende di Grosseto utilizza i fondi dell’Inail e sceglie una ditta umbra per la bonifica

Operai della Ellemme di Foligno al lavoro sulla copertura della Eurovinil di Grosseto

Operai della Ellemme di Foligno al lavoro sulla copertura della Eurovinil di Grosseto

Grosseto, 31 agosto 2016 – Amianto, subdola e pericolosa «bomba ecologica» ancora presente nei capannoni industriali e nelle abitazioni private di più vecchia costruzione. Anche a Grosseto. «Subdola» perché la presenza di amianto potrebbe essere sconosciuta al conduttore dell’immobile, sia esso titolare di un’azienda che opera dentro a un capannone preso in affitto o il nuovo proprietario di una casa costruita quando le fibre di amianto erano particolarmente usate in edilizia. Nonostante siano passati diversi anni dalla messa al bando di questo materiale edilizio altamente cancerogeno, dunque, è ancora più che mai utile la predisposizione di uno studio approfondito e di una mappatura dai quali partire per poter verificare quali siano stati gli edifici già bonificati e quali, invece, siano ancora da bonificare. A febbraio 2015 la Regione Toscana ha approvato le azioni operative per l’elaborazione del «Piano regionale di tutela dell’amianto come strumento conoscitivo e di governo » varato con apposita delibera di Giunta nel 2013. L’elaborazione di questo piano è ancora in corso e vi partecipano a vario titolo la stessa Regione Toscana, l’Arpat e il Consorzio Lamma.

A quest’ultimo è toccato il censimento delle coperture in cemento amianto, ma i lavori sono ancora in corso. Gli unici dati al momento disponibili, dunque, sono ancora quelli del progetto pilota di Arpat del 2007. Al 30 settembre di quell’anno in tutta la provincia di Grosseto risultavano almeno 60mila metri quadrati di coperture in eternit. Dal 2007 a oggi, però, alcune aziende, anche in assenza di una aggiornata mappatura hanno provveduto spontaneamente alla bonifica dei propri capannoni. Il caso più recente è quello della Eurovinil che si è affidata a una delle aziende leader nel settore della bonifica da cemento amianto, la Elle Emme di Foligno, per la messa a norma di 4368 metri quadrati di onduline in Eternit. Un intervento per il quale l’azienda ha potuto utilizzare anche i fondi statali previsti dal bando annuale Isi Inail. «Il problema dell’amianto è destinato a peggiorare con il passare degli anni – afferma David Lisetti, responsabile commerciale della Elle Emme – anche perché col passare del tempo i manufatti contenenti amianto aumentano la loro pericolosità e la possibile dispersione di fibre cancerogene. Ma non ci si può improvvisare ‘bonificatori’. Le operazioni di smaltimento hanno delle loro complessità tecniche che ne motivano i costi talvolta elevati per il rispetto di tutte le prescrizioni del legislatore. Per questa ragione, spesso, lo smaltimento non è visto come un investimento produttivo e allora c’è chi preferisce soprassedere. Ecco allora che il probelma amianto si trascina nel tempo, a Grosseto come in altre parti d’Italia. L’Inail, però – conclude Lisetti – da diversi anni a questa parte finanzia le imprese attraverso il ‘Bando Isi Inail’ con il quale è possibile abbattere i costi delle operazioni di smaltimento e posa in opera di nuova copertura di circa il 65% fino ad un massimo finanziabile di 130mila euro. Una pratica burocratica che può essere interamente gestita dalla ditta alla quale ci si affida per lo smaltimento. Quelle di Elle Emme sono nell’ordine di un centinaio all’anno. Tra queste c’è anche l’Eurovinil di Grosseto, dove abbiamo smaltito e sostituito 2184 metri quadrati di copertura e altrettanti di controsoffitti e offerto al cliente un servizio chiavi in mano».

Capannone in eternit incendiato? L’esperto: “Meglio bonificare prima”

David Lisetti, direttore rischio amianto di Elle Emme: “Grazie al bando pubblico Isi-Inail si può accedere a contributi a fondo perduto”

L’incendio del capannone a San Martino

Le operazioni di bonifica dello stabilimento che ha preso fuoco due giorni fa a San Martino (foto Aprili)Grosseto, 5 agosto 2017 – «Il cemento amianto è stato installato fino al 1994 anche per le sue particolari caratteristiche ignifughe, tuttavia è fuor di dubbio che quando le strutture realizzate con questo materiale sono esposte per lungo tempo alle fiamme vive, la composizione mineraria dello stesso si altera liberando le fibre nell’aria». David Lisetti, direttore rischio amianto dell’azienda folignate Elle Emme, specializzata nella bonifica di strutture industriali con coperture in cemento-amianto, presente a Grosseto in cinque grandi cantieri, offre una lettura tecnica di quanto accaduto martedì scorso con l’incendio a San Martino dove è andato letteralmente distrutto dal fuoco un capannone con copertura in eternit.

«Quando accadono episodi del genere – riprende Lisetti – l’intervento di bonifica deve essere repentino. Appena spento l’incendio si deve provvedere secondo le procedure disposte dal decreto ministeriale del 6 settembre 1974. Le fibre di cemento amianto, infatti, sono particolarmente volatili. Quando c’è un incendio l’esposizione al calore intenso produce la polverizzazione delle fibre che subiscono una sorta di ‘effetto mongolfiera’: si liberano nell’aria e possono ricadere a terra anche a notevole distanza. E ancora di più in presenza di vento. Per questo bisogna agire immediatamente con personale abiltato, certificato e soprattutto adeguatamente protetto.

Prima incapsulando con speciali vernici viniliche tutto il materiale incendiato e anche le superfici di ricaduta; poi inserendo questi cumuli in sacchi speciali anch’essi certificati e omologati per lo stoccaggio di rifiuti pericolosi; quindi si deve portare tutto in una discarica autorizzata a questo scopo. Una volta completata la bonifica secondo quanto disposto dal citato decreto ministeriale – continua il direttore della Elle Emme – prima di riconsegnare l’area al legittimo proprietario devono essere effettuate misurazioni per verificare che le fibre di amianto residue non superino i limiti individuati dalla legge».

«Dopo un incendio a strutture in eternit – conclude Lisetti – le spese di bonifica sono ingenti perché i materiali da conferire in discarica si moltiplicano. Per questo il nostro consiglio è quello di approfittare del bando pubblico Isi–Inail che alle piccole e medie imprese concede contributi specifici a fondo perduto per lo smaltimento dell’amianto: fino al 65% del progetto di smaltimento attraverso ditte specializzate e fino a un massimo di 130mila euro».

David Lisetti, direttore rischio amianto Elle Emme

David Lisetti, direttore rischio amianto Elle Emme

Cna aiuta le imprese a dire addio all’amianto

Sostegno ai soci per accedere ai contributi dell’Inail e della Regione

Emma Bolognesi

Emma Bolognesi

Un aiuto alle imprese che ancora devono fare i conti con la rimozione e lo smaltimento dell’amianto. È ciò che propone la Cna ai suoi associati tramite la collaborazione con la società Elle Emme.

L’utilizzo massiccio dell’amianto, conosciuto anche come Eternit, avvenuto in Italia soprattutto tra gli anni ’50 e la fine degli anni ’70, ha avuto forti ripercussioni sociali per via dei danni alla salute alle persone. Malgrado sia stato messo al bando nel 1992 (con la legge 257), studi scientifici ed epidemiologici sostengono che continueremo ad assistere ad un forte incremento delle malattie correlate alla fibra killer. Motivo per cui la bonifica del territorio da questo materiale deve essere una priorità per tutti.

Da anni l’Inail mette a disposizione delle imprese dei fondi accessibili attraverso bandi annuali.

“Dobbiamo spronare gli imprenditori che hanno ancora quantitativi di amianto nei loro fabbricati a mettere in sicurezza ambientale e sanitaria i loro immobili produttivi, perché le opportunità per finanziare le ingenti spese di bonifica ci sono ed è un peccato non usufruirne” dice Maria Emma Bolognesi, responsabile dei servizi di Cna Ferrara, che aggiunge “Cna Ferrara si mette a disposizione dei propri soci, in collaborazione con la società Elle Emme, per presentare le domande di contributo e realizzare le opere. Negli anni passati l’Inail ha offerto un contributo del 65% per un massimo di 130.000,00 euro, a fondo perduto, per lo smaltimento dell’amianto e le domande presentate da Cna/Elle Emme sono state accolte al 100% per cui le imprese che abbiamo seguito sono state molto soddisfatte”. Tra le società che l’associazione indica come soddisfatte dal lavoro svolto ci sono Mpm di Montanari Ido, carpenteria di Filo di Argenta, Cappelli Ricami, ricamificio di Bondeno, Battelli Snc, carpenteria di Santa Bianca di Bondeno; Carrozzeria Eridano, carrozzeria per autoveicoli e grandi mezzi con sede a Cassana; hanno tutte ricevuto un importante contributo finalizzato ad interventi di messa in sicurezza dall’amianto.

La Regione Emilia-Romagna ha inoltre stanziato per l’anno in corso 19.170.498,00 euro per gli incentivi alle imprese per la realizzazione di interventi in materia di salute e sicurezza sul lavoro. Di questi una parte importante a favore degli interventi sull’amianto.

Nel 2018 Cna Ferrara prevede che verrà ancora pubblicato il Bando Inail e invita le imprese interessate a contattare da subito il referente Fabio Burini al numero 0532 749211 o all’email fburini@cnafe.it per avviare la fase di analisi preventiva che consente di verificare tutte le condizioni di accesso e il vantaggio a procedere. In questo modo si contribuisce all’“eliminazione dell’amianto” dal nostro territorio, che è un’importante azione a favore di tutta la comunità.

LYEXPO: Fiera di Verona

La ELLE EMME SRL ha partecipato alla II° edizione della fiera delle imprese convenzionate LYONESS.

Un evento unico ed eccezionale nel suo genere che in data 15 Novembre 2015 ha ospitato presso il quartiere fieristico di Verona circa 500 aziende del territorio nazionale facenti parte del circuito Lyoness.

L’evento è stato caratterizzato da interviste e piccoli spettacoli d’intrattenimento, unitamente a presentazioni delle eccellenze Italiane e ospiti speciali che hanno fatto crescere esponenzialmente l’affluenza dei visitatori a questo evento.

Noi di Elle Emme srl abbiamo avuto modo di esporre i nostri servizi inerenti alla:

  • Bonifica e smaltimento di coperture e manufatti contenenti amianto;
  • rifacimento delle coperture industriali;
  • consulenza e assistenza tecnica per l’acquisizione di incentivi attraverso il nuovo Bando ISI Inail 2015

BANDO ISI INAIL 2015: FINANZIAMENTI A FONDO PERDUTO DEL 65% SUI PROGETTI DI BONIFICA DA MATERIALI CONTENTI AMIANTO

Con la pubblicazione del  Bando ISI INAIL 2015,  l’Inail rinnova ancora una volta l’impegno ad incentivare la sicurezza e la salute sul lavoro, stanziando €.  276.269.986   per le  imprese presenti su tutto il territorio Nazionale che attueranno progetti come:

  1. Investimenti volti al miglioramento delle condizioni di salute e sicurezza dei lavoratori;
  2. Adozione di modelli organizzativi e di responsabilità sociale all’interno delle proprie aziende;
  3. Bonifica di coperture in cemento amianto

ossia il contributo stanziato sarà pari al 65% del costo sostenuto, per un massimo di 130.000 €.

Seguendo le linee guida dell’estratto del bando si evince che gli incentivi sono suddivisi per regioni e la domanda dovrà essere presentata in modalità telematica a partire dal 1° marzo 2016 al 5 maggio 2016.

I soggetti destinatari dei contributi Inail sono imprese, anche individuali, ubicate su tutto il territorio nazionale iscritte alla Camera di Commercio Industria, Artigianato ed Agricoltura

le imprese avranno cioè  a disposizione una procedura informatica che consentirà loro, attraverso un percorso guidato, di inserire la domanda di contributo con le modalità indicate negli Avvisi regionali.

L’istituto nazionale del Lavoro apporta inoltre significative novità per le Imprese che vorranno acquisire il contributo al fine di bonificare i propri stabilimenti aziendali che presentano coperture in cemento amianto.  Per saperne di più clicca nella nostra sessione: Bando ISI Inail – Risparmia il 65%.